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La Chiesa di San Biagio

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Appena entrati da Porta Reale è subito visibile la Basilica di S.Biagio, che per le sua particolarissima architettura è un esempio unico nella Riviera di Ponente.

L’attuale struttura della chiesa è in stile barocco, risale al sec. XVII (iniziata nel 1633) ed è dovuta all’architetto finalese Andrea Storace. Della precedente chiesa medioevale (1261) non rimangono che l’abside e lo splendido campanile tardo gotico di forma ottagonale inserito su una torre delle mura difensive del borgo la cui costruzione è anteriore al 1452.

All’occhio attento dell’appassionato non sfuggirà che il campanile riproduce assai da vicino la Chiesetta trecentesca di S. Gottardo nel Castello Visconteo di Milano.

Il costruttore ha ardito inserire nella struttura numerose e sottili bifore che si aprono su ogni lato e ciò ha fatto sì che la chiesa fosse leggermente pendente; per compensare quest’audacia architettonica si è dovuta occludere una parte delle finestre.

La cuspide, dal cui terrazzo si ha una splendida vista sul panorama dei dintorni, è in formelle laterizie semicircolari forse rivestite in origine di maiolica.

Questo è tutto ciò che resta della parte medioevale della chiesa; per quanto riguarda la pare barocca, la facciata è rimasta incompiuta, in pietra grezza e il gusto baroccheggiante non ha fatto in tempo a rivestirla di ricche decorazioni e stucchi.

L’interno è a tre navate divise da grandi pilastri in muratura rivestiti di marmi, e colpisce per la grandiosità e per la ricchezza delle decorazioni e delle opere d’arte che vi sono riunite.

Nella navata centrale troviamo il mausoleo (proveniente dalla chiesa di S. Caterina) di Giovanni Andrea Sforza Del Carretto, ultimo dei Marchesi del Carretto, morto nel 1604, e due eccezionali sculture attribuite a Francesco Schiaffino: la Balaustra in marmo di Carrara (quattro aggraziate figure di angeli reggono una tovaglia Eucaristica finemente scolpita nelle minime pieghe) ed il pulpito che rappresenta la visione di Ezechiele: le tavole della legge sono sormontate da una colonna di nuvole che portano ai simboli dei quattro Evangelisti.

Le pitture della volta della chiesa sono state eseguite ad affresco da Luigi Gainotti e Antonio Bertolotto nel 1911 e rappresentano il trionfo dell’Eucarestia, il miracolo di S Biagio, l’apparizione della Madonna del Carmine al beato Simone Stock.

La cupola e la volta del presbiterio recano affreschi di Francesco Smino e Domenico Buscaglia (1878), che rappresentano l’Incoronazione della Vergine, i SS Padri le 4 Sibille e la gloria di S. Biagio. La chiesa conserva ancora: un ciborio di marmo di Lorenzo Sormano (1521), due belle copie della Trasfigurazione di Raffaello e dell’Annunciazione del Rubens del pittore finalese Francesco Spoleti. Nelle cappelle laterali troviamo ancora: il Trittico della Madonna delle Grazie, opera anonima di scuola ligure del 1416, il grande Polittico di S. Caterina, opera notevole di scuola piemontese del principio del secolo XV. La chiesa conserva anche preziosi oggetti d’arte, arredi e paramenti dei Prelati Carretteschi.

 

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