Progetto “Quattro Borghi”
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Il nome di questa strada trae origine dall’ingegnere militare milanese Giacomo Gaspare Beretta, suo ideatore che la progettò e ne gestì la realizzazione durante il periodo di dominazione spagnola del finalese.
La sua costruzione è legata a un importante fatto storico: il passaggio da Finale Ligure, nel 1666, della Principessa Bambina Margherita Teresa, figlia di Filippo IV re di Spagna, che andava sposa all’imperatore d’Austria Leopoldo I d’Asbrugo.
Il Marchesato di Finale contribuì alle spese di costruzione con tremilaseicento giornate di lavoro; la manutenzione del tratto da Finale a Carcare fu affidata a Domenico Giordano, detto “Speranza”, mediante il pagamento di centoquaranta scudi all’anno.
La strada, detta anche “dell’Imperatrice o Regina”, partendo da Piazza del Tribunale a Finalborgo, attraversava la Porta Mezzaluna, costeggiava Castel San Giovanni e Castel Gavone e, dopo aver toccato la frazione di Perti, proseguiva dietro l’omonima rocca.
Da qui raggiungeva le alture di Calice Ligure, prima della borgata di Campogrande
(dove vi è ancora oggi un terreno chiamato “Fontana della Regina”, poiché la tradizione vuole che la sposa bambina si fermasse per dissetarsi ad una fontana) e poi quelle della frazione di Carbuta; valicava il passo del Giovo, discendeva in Valbormida e raggiungeva Mallare, Carcare, Cairo Montenotte, Acqui Terme ed Alessandria; proseguendo nella Valle del Po continuava fino a raggiungere il Ducato di Milano.
La Spagna era molto interessata alla costruzione della strada Beretta perché le avrebbe permesso di congiungere i suo possedimenti in Lombardia, in particolare Milano, con il mare.
Questo disegno di approntamento di un moderno sistema di collegamento con l’area padana, in alternativa con gli antichi itinerari medioevali destinati unicamente al trasporto su soma, permise quindi alla Spagna di non pagare nessun dazio alla repubblica Genovese per le merci di cui aveva bisogno.
Oggi la strada Beretta non ha più nessuna importanza commerciale, ma il suo percorso, che inizia lastricato in mattoni rossi per poi diventare un acciottolato ed infine uno sterrato, tocca i monumenti di massimo rilievo della storia del Finale ed è una gradevole passeggiata per gli amanti del trekking.
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