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Calvisio

Luoghi e siti d’interesse:

  • San Cipriano;
  • Lacremà;
  • “Casazze” dette anche “Cavezzi” (case vecchie).

Risalendo la strada che costeggia il fiume Sciusa, che da Finalpia si dirige verso l’interno si incontra l’abitato moderno di Calvisio situato nel fondo valle.

Questa località, anticamente denominata Cavezzi (case vecchie), offre la possibilità di visitare la bellissima Villa Buraggi, risalente al XVII secolo e ornata di numerosi busti rinascimentali, la grande chiesa parrocchiale di Calvisio in stile romanico-gotico costruita in tempi recenti.

La parte più antica e bella di Calvisio si trova nell’ala destra della vallata.

Per raggiungerla bisogna intraprendere un ripido sentiero, che ascende verso S. Bernardino per circa 15 minuti poichè il nucleo originario del paese si trova 130 metri sopra il livello del mare.

Una volta giunti a destinazione si individua intorno ai resti di un villaggio oggi completamente disabitato che sono un classico esempio di come un centro abitato possa spopolarsi nel corso del tempo per situarsi in una zona più comoda per le sue attività.

Questa zona sede di una “compagna” (rione) medioevale del Finale è conosciuta dalla maggior parte dei locali come “Lacrema”, nome che conserva il ricordo della distruzione del villaggio dovuto a un incendio.

Il nome stesso di Calvisio sembra avere origini romane.

A confermare questa tesi sono stati rinvenuti nella zona monete e altri resti antichi risalenti a quel periodo.

Nella parte alta del paese sono visibili delle interessanti strutture abitative dette “casazze”, che sono state costruite con l’impiego di conci massicci e squadrati, che secondo la tradizione venivano dai muri di sostegno della via Julia Augusta.

Completamente abbandonata e in rovina è oggi anche la chiesa di S. Cipriano sorta, probabilmente sui luoghi di un vicus romano e dalle cui grandi dimensioni è facile farsi un’idea della primitiva importanza del paese.

Prima della trasformazione in stile barocco essa doveva essere una chiesa a tre navate ricostruita nel secolo XIV, come mostrano gli avanzi dei capitelli e delle basi lavorate, che si osservano qua e là introno alla chiesa.

L’elemento più interessante resta ancor oggi il campanile, che è uno dei più antichi del Finale e appartiene ai primi del Duecento di stile ancora puramente romanico.

La muratura non è squadrata e le bifore sono rozze e disadorne, ma suggestive e sono disposte su quattro piani segnati ciascuno da una cornice di piccoli archi pensili che alla base del campanile sono binati.

La cuspide originaria è stata sostituita dall’attuale cupoletta barocca, che comunque mantiene un discreto valore artistico.

Lungo il viottolo d’accesso alla chiesa molte delle pietre dei muretti a secco, che reggono le fasce coltivate a oliveto, presentano interessanti conchiglie fossili.

 

 



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